IL SENTIERO DEI FIORI

Un'antico confine a 3000 metri

IL SENTIERO DEI FIORI 2017-09-15T16:45:14+00:00

L’Italia entrò in guerra con l’Austria il 24 maggio 1915, ma le opere di fortificazione a cavallo del Tonale erano iniziate, soprattutto da parte austriaca, da molti anni. In pochi giorni gli Austriaci occuparono la Conca del Presena, lasciata libera dagli Italiani alla vigilia dello scoppio delle ostilità. Il comando italiano ritenendo, giustamente, la posizione del Presena importante ai fini strategici, tentò un primo attacco in forze (giugno 1915) che però falli miseramente. Nell’agosto dello stesso anno, grazie ad un’azione meglio coordinata condotta durante la notte, con vari gruppi di Alpini che partirono dal Rifugio Garibaldi e dalla Valle Narcanello, gli Italiani riuscirono a conquistare quasi tutta la cresta dal Castellaccio a Cima Payer. I mesi successivi furono utilizzati per fortificare tutta la cresta lungo la quale si svolge oggi il “Sentiero dei Fiori”. Per tre anni Austriaci e Italiani mantennero le postazioni ai lati della Conca del Presena, gli Austriaci ad est, gli Italiani a ovest, fino all’azione decisiva, svolta dagli Italiani il 25 e 26 maggio 1918, che preluse alla fine del primo conflitto mondiale. Il tracciato attuale del “Sentiero dei Fiori” ricalca fedelmente la principale via di comunicazione utilizzata dagli Alpini per mantenere i collegamenti durante il conflitto, mentre lungo tutto il percorso sono osservabili i resti delle fortificazioni e dei baraccamenti che permisero ad una guarnigione, che spesso superò le 1000 unità, di rimanere ad oltre 3000 metri di quota anche durante i periodi invernali. Il Parco dell’Adamello ha ottenuto dalla Regione Lombardia un finanziamento per la messa in sicurezza, il ripristino e la valorizzazione del sentiero d’arroccamento e dei manufatti militari presenti lungo il percorso. Le opere, eseguite dalle Guide Alpine di Valle Camonica, sono state concluse nel 2005. Il sentiero è ora attrezzato e percorribile, con adeguato aquipaggiamento e l’aiuto di una Guida Alpina, da chiunque. Lungo il percorso numerosi cartelli esplicativi mostrano in dettaglio le battaglie che avvennero nelle varie postazioni.

Fonte: Ass. Amici di Cima Lagoscuro
Testi di: Gio Lodovico Baglioni

Segnaletica: segnavia bianco e rosso Cai. Dislivello: 570 m tra Passo Paradiso e il bivacco di Cima Lago Scuro. Difficoltà: via ferrata, molto esposta, solo per escursionisti esperti dotati di cordino e moschettone con imbracatura, piccozza, ramponi, casco e assenza di vertigini. Particolarmente rischioso se ghiacciato. Periodo consigliato: luglio – settembre (attenzione agli orari della funivia), da evitare in caso di recenti nevicate o gelate. Tempi: salita al Passo Castellaccio dal Passo Paradiso con sentiero n° 44 in ore 1.15 circa. P.so Castellaccio – C.no di Lago Scuro ore 1.45; C.no di Lago Scuro – Cima e P.so Payer ore 1.30. Parcheggio: nel piazzale alla partenza della funivia Paradiso, a fianco della statale oppure alla partenza della cabinovia che collega Ponte di Legno al Tonale, se si vuole evitare l’auto. Con la cabinovia, che parte poco prima del Passo del Tonale, si giunge al Passo Paradiso (2590 m). Usciti dalla stazione d’arrivo si costeggia a sud il Laghetto Monticelli inferiore e, spostandosi verso destra, in direzione delle creste rocciose sovrastanti, si segue il segnavia Cai n° 44. La traccia s’insinua tra i ghiaioni ed entra in uno stretto valloncello, generalmente con resti di neve. Il sentiero poi sale ripido sino a sbucare al valico (2963 m – ore 1/1.15) ai piedi meridionali della Punta del Castellaccio. Bellissimo panorama, in particolare sulla conca di Ponte di Legno e sul Ghiacciaio del Pisgana e le sue cime. Da qui, seguendo verso sud la segnaletica e usufruendo con cura delle passerelle e delle attrezzature di sicurezza (conviene agganciarsi alle funi e catene), dopo aver percorso alcune cenge, si raggiunge la galleria sotto il Gendarme di Casamadre che si percorre interamente (circa 70 m, buia, utile una pila). Due recenti arditissime passerelle in acciaio, sospese nel vuoto (di 53 e 70 m), che ricordano quelle costruite dagli alpini durante la guerra, costituiscono un’alternativa da brivido al percorso sul terreno. Usciti al Passo di Casamadre si continua sul versante di cresta rivolto a ovest attraversando alcuni scoscesi canali a volte innevati o ghiacciati (cautela!). Raggiunta la base del Corno di Lago Scuro, si sale lungo la parete rocciosa sino alla vetta e al vicino Bivacco “Amici della Montagna” (3160 m – ore 1.45 dal P.so del Castellaccio), ricavato da una baracca militare, adattata a piccolo rifugio dalla guida alpina dalignese Giovanni Faustinelli, a cui va pure il merito di aver dato il via a quest’itinerario. Una breve deviazione consente di porre piede sulla vetta, dove il panorama è davvero splendido sui ghiacciai e le cime del massiccio adamellino, oltre che sui gruppi della Presanella, Ortles-Cevedale, Bernina e Dolomiti di Brenta. Sulle rocce di chiara tonalite e tra i ghiaioni spiccano splendide fioriture della flora pioniera di alta quota, con saxifraghe, cerasti, linarie, ranuncoli, androsaci e doronici. Tornati sul sentiero, si scende un poco sino a un bivio con una traccia che devia a sinistra scendendo poi verso il Presena. Qui è possibile interrompere l’itinerario scendendo, con qualche difficoltà alpinistica e tratti ferrati, al ghiacciaio Presena (ramponi, piccozza e molta attenzione) e quindi al Passo Paradiso, oppure proseguire con il secondo tratto del sentiero attrezzato che, sempre sul versante di Ponte di Legno, s’abbassa dapprima verso il Passo di Lago Scuro per risalire poi alla panoramica Cima Payer (3056 m – ore 3.15/3,45). Questa parte del percorso è un poco meno esposta della precedente e generalmente più agevole. Al Passo di Lago Scuro si possono ammirare pregevoli opere difensive, con una lunga scalinata in pietra e i resti di un villaggio di alta quota. Un ritorno alternativo: dal passo si può scendere al Lago Scuro e da lì risalire al Passo Maroccaro, che riporta sul Ghiacciaio del Presena e poi al Passo Paradiso. Testo tratto da “Escursioni in Alta Valle Camonica” di Diego Comensoli edito a cura dell’Unione dei Comuni dell’Alta Valle Camonica.

Qui forniamo un’anteprima della posizione di questo sentiero, per contestualizzarlo puoi cambiare la tipologia di mappa nell’angolo alto-destro dell’interfaccia della stessa (su dispositivi mobili è necessario mettere la mappa a tutto schermo per visualizzare il pulsante), visualizzando toponimi e tutto ciò che ti serve per capire dove si trovi la linea evidenziata che rappresenta il sentiero rispetto a ciò che conosci.

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